Dal CIPE via libera alla zona franca urbana nelle aree danneggiate dall’alluvione del 2013

Risorse per partire, ora la palla passa alla Regione

Zona franca urbana nei territori dei comuni sardi colpiti dall’alluvione del 2013.
Con il via libera del Cipe si avvicina un risultato concreto per le imprese di Olbia e delle altre zone colpite dal ciclone Cleopatra. È una risposta che come parlamentari sardi abbiamo sollecitato, dapprima presentando e facendo approvare un apposito emendamento nel decreto enti locali e poi seguendo fino ad oggi la sua efficacia.
In quella occasione era stata richiesta l’istituzione della ZFU in analogia alle zone terremotate dell’Emilia ed erano stati stanziati i primi 5 milioni (finanziamento solo iniziale) per le agevolazioni a favore delle imprese localizzate all’interno della perimetrazione. Perimetrazione che al momento del finanziamento non era stata ancora predisposta da comuni e regione né presentata alla Ue.
Con lo schema di decreto approvato dal CIPE nell’ultima seduta, sono state definite le agevolazioni e la perimetrazione dopo l’ok del Mef a settembre e della Regione Sardegna a novembre. Successivamente il ministero dello sviluppo economico e il Cipe con il parere favorevole espresso nella riunione del 22 dicembre scorso hanno chiuso il lungo iter avviato proprio con l’approvazione dell’emendamento.
Era un diritto avere anche in Sardegna lo stesso trattamento dell’Emilia, una battaglia sulla quale non abbiamo mai mollato la presa perché le imprese danneggiate da quell’alluvione potessero anche a distanza di anni beneficiare di un’occasione di rilancio imprenditoriale.
I primi 5 milioni di euro sono importanti ma sono stati stanziati per permettere l’avvio dell’iter della ZFU. Il prossimo parlamento deve aumentare le risorse per allargare il più possibile la platea dei beneficiari. La palla ora passa alla Regione che può integrare le risorse oltre che scegliere i destinatari e le priorità.
Il decreto infatti prevede che si possano destinare prioritariamente i contributi alle aziende che hanno subito i danni, ma anche estendere ad altre aziende che nascono, anche precedentemente danneggiate e poi chiuse, se utile per rilanciare il sistema delle attività locali, di un quartiere o di un piccolo paese, e dovrà essere la Regione a decidere.
Le imprese potranno ottenere contributi nei limiti del de minimis che permetteranno l’esenzione dell’Irpef sino a 100 mila euro, in tre anni, come dell’Irap e delle imposte municipali, ovviamente per le attività situate all’interno della perimetrazione.
Può essere anche l’occasione per stimolare l’insediamento di ulteriori attività produttive nello stesso territorio, l’unico limite è dato dalla disponibilità di risorse che vanno associate e integrate anche con risorse europee della programmazione locale.
Come detto questo intervento era stato proposto dopo la presentazione di un analogo provvedimento a favore delle imprese danneggiate dal terremoto in Emilia Romagna. Quell’esperienza aveva tracciato una strada virtuosa che si é valutato utile percorrere anche per quanto riguarda le imprese sarde colpite dall’alluvione.
A distanza di anni arrivano i frutti di quell’impegno e di quel sostegno che abbiamo sollecitato a favore delle nostre imprese.
E di questo, anche con i colleghi Cucca, Angioni e Uras, non possiamo che essere soddisfatti.

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Categorie:Diario, Economia, In Sardegna, Partito Democratico, Politiche, Salute e sociale

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