“Dopo di Noi”, 2,6 mln di euro stanziati per la Sardegna

La legge “Dopo di Noi” a meno di sei mesi dalla sua entrata in vigore è già operativa. Si tratta di un risultato positivo per un provvedimento atteso da tempo che ora anche nel concreto potrà dare risposte immediate e soprattutto assistenza a persone con disabilità gravi e prive del sostegno familiare. 

Il decreto attuativo firmato dai ministeri delle politiche sociali, della salute e dell’economia ha previsto la ripartizione del fondo istituito dalla Legge. 90 milioni di euro che verranno distribuiti alle Regioni. Per la Sardegna arriveranno 2 milioni e 600 mila euro, in base alla popolazione tra i 18 e i 64 anni. Le risorse saranno disponibili già dai primi mesi del 2017 e potranno essere utilizzati per avviare programmi di intervento e progetti per favorire il benessere, la piena inclusione sociale e l’autonomia delle persone con disabilità, restate prive di familiari. Tra le altre cose il provvedimento prevede anche interventi di supporto alla domiciliarità in abitazioni o in gruppi appartamento che riproducano le condizioni abitative e relazionali della casa familiare, ma anche la realizzazione di interventi innovativi di residenzialità mirati alla creazione di soluzioni alloggiative di tipo familiare e di co housing.

Al momento della sua approvazione avevamo detto che quella approvata era una legge di civiltà e che affrontava per la prima volta un tema delicato come quello della tutela delle persone con disabilità cui vengano a mancare i familiari. Vengono garantiti diritti, come quello di poter continuare a vivere nelle proprie abitazioni ma soprattutto di scegliere dove e come vivere dopo la morte dei genitori.

Ora anche la Regione in Sardegna avrà la possibilità di utilizzare le novità introdotte dalla normativa e integrare i fondi stanziati per consentire di avviare interventi in questo ambito di grande importanza ed utilità nei confronti di persone che saranno sole e i cui familiari hanno bisogno di sapere che le istituzioni si occuperanno di loro. Serve partire con iniziative in tutta l’isola e occorre particolare attenzione alla possibilità che siano le piccole comunità quelle più adatte ad accogliere le strutture da finanziare.



Categorie:Diario, Economia, In Sardegna, Partito Democratico, Politiche, Salute e sociale

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