PLUS, ritardi nel trasferimento dei fondi ai comuni. Si rischiano difficoltà per servizi e lavoratori.

I ritardi nel trasferimento dei fondi per la gestione associata dei servizi alle persone attraverso i PLUS mettono a rischio l’erogazione dei servizi o gli equilibri di bilancio dei comuni capofila. L’allarme è stato lanciato da alcuni Sindaci che hanno chiesto alla regione un immediato intervento che deve avere rapissimo riscontro. Occorre una soluzione che salvaguardi i servizi organizzati nell’ambito dei PLUS che sono gli strumenti pensati nel 2005, non solo dal centrosinistra ma con una legge votata alla unanimità del consiglio regionale di allora, per riorganizzare i servizi sociali nell’ambito regionale facendoli uscire dalla spesa storica che penalizzava molti comuni e cittadini.

Dopo un periodo di abbandono subito nei primi anni della scorsa legislatura, abbiamo assistito ad un primo recupero e ora ad una prossima revisione necessaria per un rilancio dopo 10 anni di esperienza molto differenziata nei risultati. Ma questo non lo si può fare mettendo in difficoltà i comuni capofila che spesso hanno spalle piccole rispetto ad un tale impegno e devono essere supportati puntualmente.

La conseguenza più immediata è un ritardo nel pagamento delle cooperative sociali o dei professionisti che hanno in gestione i servizi. E questo si riflette anche sui lavoratori che si trovano a dover ricevere in ritardo gli stipendi. Una situazione che va dunque affrontata immediatamente perché, come segnalato dai sindaci, la prospettiva di una sospensione dei servizi di assistenza domiciliare e dei servizi di educazione territoriale è sempre più concreta. Riteniamo i PLUS uno strumento irrinunciabile e rispetto al quale si deve avere un’attenzione particolare. Attenzione che la giunta ha avuto nel momento in cui li ha programmati e che ora ci attendiamo venga confermata dando risposta rapida alle giuste richieste dei comuni. Enti locali che chiedono risposte nell’immediato, anche liberando un avanzo vincolato, per poter far fronte ai pagamenti in essere ma anche di poter avere certezza sulla liquidazione dei fondi all’inizio dell’anno finanziario, e soprattutto di poter contare su una programmazione triennale delle risorse per i servizi.



Categorie:Diario, Economia, In Sardegna, Partito Democratico, Politiche, Salute e sociale

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