Sulle servitù militari poca memoria e molti interventi a sproposito

 

L’ex presidente Cappellacci interviene con scarsa memoria sul suo operato in tema di servitù militari, dimenticando che la Giunta da lui guidata rinnovò la servitù su Santo Stefano, al contrario di Pigliaru al quale oggi rivolge contestazione da evangelica trave nell’occhio.

I sardi hanno buona memoria e ricordano che con la Giunta di centrodestra il Governo Berlusconi ha ignorato le richieste della Sardegna in tema di riduzione delle servitù militari e di esercitazioni nell’isola. Ricordano anche che durante il mandato di Cappellacci, le esercitazioni e le servitù non si sono ridotte, anzi sono aumentate, con un Ministro della Difesa che, al contrario di quello attuale la sen. Roberta Pinotti, non ha mai ascoltato quanto la Regione aveva da dire sull’argomento. Per non parlare di tutte le scelte fatte in danno dei sardi su La Maddalena o del nulla dalla scorsa giunta fatto per rientrare in possesso di beni del demanio militare su cui già erano chiusi gli accordi con i governi precedenti.

 

Con la Giunta Pigliaru si è avviato da subito un confronto con il Governo e ottenuto, per la prima volta nella storia dell’Autonomia, la sospensione delle esercitazioni militari dal primo giugno al 30 settembre. In più è stato chiesto e ottenuto che venissero istituiti dei tavoli tecnici nei quali si sta discutendo della revisione delle servitù e dei Poligoni e di programmi avanzati di ricerca scientifica perché gli impegni dell’isola abbiano eguali impegni nazionali in termini di investimenti.

 

Lo stesso Presidente Pigliaru ha più volte ribadito, con riferimento al caso specifico di Santo Stefano, la netta contrarietà della Giunta a vincoli militari, senza una formale interlocuzione con l’amministrazione regionale.

 

In Sardegna operano oltre 6000 militari in grande maggioranza sardi, ha sede la storica Brigata Sassari e occorre costruire un nuovo equilibrio, stabile nel tempo, che tenga conto degli impegni che la Sardegna ha garantito in questi anni, della innovazione dei sistemi di difesa e degli investimenti economici e scientifici ad essa correlati. Il lavoro congiunto che si sta portando avanti tra il ministero della difesa e la Giunta regionale può portare ulteriori importanti risultati che altri prima non hanno neanche provato a raggiungere.



Categorie:Diario

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