Approvata la riforma sanitaria, ora servizi migliori e stop liste d’attesa

Il consiglio regionale della Sardegna ha approvato la riforma del sistema sanitario regionale che prevede una riorganizzazione del sistema delle 8 asl territoriali in una unica azienda regionale, suddivisa in aree socio sanitarie. A questa Azienda di Tutela della Salute si accompagnano le tre aziende ospedaliere, le Aziende Ospedaliero Universitarie di Cagliari e Sassari, e l’ospedale di rilievo nazionale di Cagliari, il Brotzu, e si aggiunge l’azienda che concentrerà su di se il governo dell’emergenza – urgenza (Areus) che avrà sede a Nuoro e che presiederà le attività oggi attribuite alle centrali del 118, il nuovo elisoccorso e l’emergenza territoriale.
Un ridisegno regionale rischioso quanto coraggioso, tanto che erano ragionevoli e giustificate le richieste di chi chiedeva un accorpamento in 3 o 4 aziende territoriali, ma dopo 18 mesi di commissariamento serviva una decisione o verso il mantenimento dell’organizzazione sancita 10 anni fa o verso un cambiamento che tenesse conto del poco tempo disponibile davanti per generare cambiamenti omogenei in tutta l’isola, che riportino i costi sanitari in equilibrio recuperando quasi 400 milioni di eccedenza che fanno della Sardegna la peggiore tra le regioni.
In questo contesto vanno riconosciute e soddisfatte con rapidità le attese da parte di cittadini e operatori di servizi migliori e resi in condizione migliore, tagliando liste d’attesa e sovrapposizioni organizzative.
L’impresa non sarà facile, ma il dovere di tutti è di crederci e provarci con sensibilità e disponibilità. In Sardegna ci sono professionalità e intelligenze che possono contribuire a guidare i processi che possono portare la nostra sanità ad essere in tutta l’isola all’altezza delle migliori eccellenze.
Occorre provarci, riconoscendo a chi ha lavorato per questo risultato coraggio e perseveranza. Coraggio dimostrato anche dal Consiglio Regionale che a voto segreto ha accettato una sfida più grande: un’idea di Sardegna che offre dappertutto occasioni di responsabilità, scegliendo di dare a tutte le città e i territori l’opportunità di essere parte del Governo di tutta la Sardegna. Lo ha fatto con la sede della Asl territoriale a Sassari e la sede dell’emergenza urgenza a Nuoro, che completano un’idea di eccellenza diffusa con il Brotzu di Cagliari, lo si può continuare a fare con altre iniziative che mettano in capo ad altre città luoghi regionali di responsabilità, quelli già esistenti e quelli che verranno. Ne avrà vantaggio un’idea di regione più amichevole, benvoluta, riconosciuta e amata, ne avrà vantaggio Cagliari che è la città che riconosciamo tutti come la capitale amministrativa e popolare della Sardegna.

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Categorie:In Sardegna, Salute e sociale

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