Il Governo deve garantire gli impegni e gli investimenti per la chimica verde

Presentata un’interrogazione urgente al Senato sulla ventilata cessione di Versalis al fondo americano SK Capital

Le notizie sulla cessione delle quote di Versalis da Eni al fondo americano SK Capital si fanno sempre più insistenti. Al governo chiediamo quali iniziativa abbia intrapreso per evitare che l’eventuale accordo pregiudichi il futuro della chimica in Italia e sulla protezione di ricerche e brevetti strategici per il Paese. Ma anche che venga fatta chiarezza su impegni assunti e investimenti previsti per la chimica verde, in molte regioni tra cui la Sardegna.   Queste domande sono presenti in un’interrogazione rivolta al Ministro dell’Industria.

È stato lo stesso ministro Guidi ad affermare le settimane scorse quanto sia strategico per il nostro Paese il settore della chimica. Ora che la trattativa per cessione di Versalis sembra essere in fase molto avanzata vogliamo sapere cosa si intende fare per garantire che rimanga in Italia quel grande capitale di innovazione, ricerca, e studio rappresentato appunto dalla chimica e dalla green e blue economy. Un esempio del percorso già avviato riguarda il progetto Matrica a Porto Torres. Impegni assunti con il territorio e investimenti previsti che ora rischiano di essere messi in discussione. E su questo fronte anche la Regione Sardegna ha chiesto con forza al governo che venga fatta chiarezza.

Non ci hanno rassicurato le parole dei vertici di Eni  sia sul fatto che non ci saranno tagli al personale per i prossimi tre anni, sia sul mantenimento del perimetro industriale per cinque anni. Quello che ci preoccupa è la scelta di Eni di abbandonare la chimica, di passare il controllo ad un fondo finanziario internazionale e in questo modo di abbandonare la capacità di decidere il futuro di un settore dichiarato strategico. Per questo motivo chiediamo al Governo se abbia valutato la possibilità di coinvolgere la Cassa Depositi e Prestiti per il subentro all’interno della proprietà di Versalis o di coinvolgere la stessa CdP nella ricerca di un’alternativa italiana alla cessione ad un fondo straniero. Non vorremmo  che questo accordo sancisse la fine della chimica in Italia e la chiusura di progetti innovativi di industria sostenibile come quello della Chimica verde e di Matrica, non vorremmo che rimpiangessimo tra qualche anno il fatto di aver abbandonato settori poi diventati molto importanti come nel recente passato è successo per alcune tecnologie sulle energie rinnovabili e sul solare in particolare, che poi hanno fatto la fortuna di altri paesi europei. Non se lo merita l’Italia, ancora meno gli impegni presi nelle regioni, Veneto e Sicilia per le bioraffinerie e la Sardegna per la chimica verde.



Categorie:Diario, Economia, In Sardegna, Partito Democratico, Politiche

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