Commissione Moby Prince, si procede a ritmo serrato su vicenda di grande complessità

Al Senato proseguono, con le audizioni di tutti coloro che a diverso titolo furono “protagonisti”, i lavori della Commissione d’inchiesta sulle cause del disastro del traghetto Moby Prince.
“Stiamo lavorando a ritmi serrati – commenta il senatore Pd, Silvio Lai, presidente della Commissione – la vicenda è di enorme complessità e rapidamente vorremmo arrivare ad un primo significativo step. Il prossimo 10 aprile ricorreranno venticinque anni da quella che viene considerata la più grave tragedia della Marina Mercantile del secondo dopoguerra. L’obiettivo, anche se a distanza di tanti anni, è quello di cercare di dipanare definitivamente ombre, omissioni e contraddizioni che sono emersi durante gli accertamenti e nel corso dei processi e che non hanno trovato una risposta chiara e definitiva. Lo dobbiamo alle 140 vittime di allora, alla città di Livorno e a tutto il Paese. C’è la ferma volontà da parte mia e di tutti i Commissari di giungere con sollecitudine, svolte le audizioni e avendo un quadro di riferimento più definito, all’esame dei punti costituenti il lavoro della Commissione e per farlo utilizzeremo tecnici e competenze di assoluto rilievo”.
Paolo Bassano e Carlo Palermo sono stati auditi nelle giornate di ieri e di oggi in qualità, rispettivamente, di legale di parte civile e di legale della famiglia Chessa, comandante della Moby Prince. Entrambi riferendosi agli accadimenti hanno messo in rilievo valutazioni difformi anche sulla scorta delle memorie consegnate dalle Associazioni dei famigliari delle vittime. In particolare i punti controversi sono riferibili alla presenza della nebbia in rada nel porto di Livorno la notte della collisione. Per le associazioni, infatti, la scarsa visibilità sarebbe dovuta ai fumi di un incendio a bordo della petroliera e la collisione sarebbe avvenuta nella fase di rientro in porto della Moby Prince a causa dell’esplosione di una bomba nel locale delle eliche. Per l’avvocato Carlo Bassano, di contro, non è condivisibile, sulla base delle registrazioni sul canale di soccorso in mare, l’ipotesi del rientro in porto e tantomeno è giustificabile un immediato ordine di rientro del traghetto a seguito dell’esplosione (non avvalorata dalle perizie) senza che il comandante non abbia compiuto le opportune valutazioni. L’avv. Carlo Palermo ha incentrato il suo intervento sull’esigenza che, a differenza di quanto avvenne allora, si debba indagare sulla presenza di altre navi presenti in rada e sulle loro movimentazioni che, allora, non essendo soggette a controllo, avendo finalità militari riferite alla guerra in Iraq, godevano della definizione dello stato di emergenza e pertanto escluse dai controlli normali da parte della Capitaneria di Porto.
Divergenze significative sulle quali si concentrerà, anche con successive audizioni, il lavoro della Commissione poiché potrà essere dirimente per la ricerca della verità sapere con certezza la rotta di navigazione del traghetto Moby Prince, della petroliera Agip Abruzzo e di altre navi presenti in rada, la loro collocazione nonché le condizioni climatiche e di visibilità di quella notte. Al tempo stesso c’è la volontà di acquisire tutte le registrazioni radio e radar, civili e militari, per darne una lettura più articolata anche grazie alle diverse tecnologie di cui oggi, rispetto a ieri, si può disporre.



Categorie:Diario

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1 reply

  1. Nella vita non possono esserci sempre ‘fortunati’ e ‘sfortunati’! Mio fratello Nicodemo Baffa ha avuto la sfortuna di lavorare sul Moby Prince! Lui che aveva perso un figlio di 16 anni per choc anafilattico, un nipote di 18 in incidente, la figlia in dialisi …… Dovrà avere anche la sfortuna di NON AVERE GIUSTIZIA ? Era caporale di macchina, conosceva il mare e le persone e proprio del comandante Chessa era solito dire ” viene Chessa e ci liscia il pelo” per la serietà e l’attenzione di “QUEL” comandante per garantire la SICUREZZA del traghetto e di chi trasportava! Non trovo attualmente un giornale di quel giorno: avevo letto che SPADOLINI era stato in visita al porto di Livorno e che i mezzi di soccorso erano stati impegnati! E sulla ‘bettolina’ ne sappiamo abbastanza! Confidiamo in Lai : 140 MORTI e CENTINAIA di parenti ed amici aspettano la VERITA’ !!!!!!

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