Una legge sulle unioni civili per un passo avanti

Perché una legge sulle unioni civili? Perché ora, con tutte le emergenze e urgenze che ci sono…. In questi giorni, molte persone me lo hanno chiesto, io ho risposto che ormai è una questione di civiltà, siamo l’ultimo paese europeo a regolamentare le unioni civili. Ci proviamo da 20 anni, dai tempi dell’Ulivo di Prodi. E veniamo anche da un tempo precedente, anche coraggioso, nel quale non si aveva paura ad affrontare le grandi questioni dei diritti anche quando queste spezzavano in due il Paese. Eppure sono state affrontate, ai tempi delle leggi elettorali proporzionali, quando però le appartenenze ideologiche ai due campi comunista e democristiano erano più forti e radicali, ed era anche più difficile scegliere di non essere conformisti.

Ora è giusto raccogliere la domanda di diritti ed è giusto raccogliere l’eredità di quei cattolici che hanno fatto le battaglie sui diritti negli anni 70, sul divorzio o sull’aborto, non per se, perché magari non avrebbero mai divorziato o abortito, ma per i diritti degli altri, di tutti, per una società responsabile e matura, per un’Italia con più energie e meno paure.

Sul tema delle unioni civili, è davvero significativo l’appello di 300 giuristi italiani dal titolo “unioni gay, i bambini innanzitutto.” Si può essere d’accordo o no sul tema ma il Parlamento non può non interrogarsi sul senso e sul contenuto di una iniziativa di questo genere. Un appello promosso dal portale di studi giuridici www.articolo29.it e sottoscritto da piu’ di trecento giuristi, fra cui alcuni dei massimi accademici italiani (da Vladimiro Zagrebelsky a Luigi Ferrajoli, da Giuditta Brunelli a Paolo Cendon, da Gilda Ferrando a Paolo Ridola, da Andrea Pugiotto a Gaetano Azzariti) e dei piu’ noti magistrati o ex magistrati (Edmondo Bruti Liberati, Melita Cavallo, Livio Pepino, Elena Paciotti e molti altri). L’appello chiede al Parlamento di approvare la possibilitá di adozione del figlio del partner prevista dal disegno di legge sulle unioni civili.
Queste bambine e questi bambini esistono – scrivono i giuristi – il Legislatore non puo’ cancellarli, non puo’ voltarsi dall’altra parte, ignorandone le esigenze di protezione.
In questa legislatura il Parlamento ha fatto molte scelte manifestando una sensibilità elevata nei confronti dei diritti dei bambini: dalla definitiva abolizione della differenza fra figli naturali e figli legittimi alla possibilità data alle famiglie affidatarie di adottare i bambini a loro affidati da lungo tempo.

Quando affrontiamo il dibattito sul tema delle unioni civili, su cui l’Italia registra un fortissimo ritardo legislativo rispetto al resto dei paesi europei, dobbiamo mettere i diritti dei bambini, la stabilità e la qualità delle relazioni familiari piuttosto che le ideologie degli adulti o i loro orientamenti sessuali, per scegliere ciò che è meglio fare da legislatori, come ci hanno voluto ricordare, firmando quell’appello ad una buona legge, tanti giuristi italiani. Estendendo la legislazione vigente, dove chi decide é il giudice in base alla condizione familiare, anche a questi bambini, le scelte dei loro genitori non saranno motivo di differente trattamento con gli altri bambini.

Ecco, queste bambine e questi bambini esistono, e su di loro nessun dubbio si può avere sul fatto che debbano essere tutelate e tutelati, come lo devono essere i bambini che ci saranno. Non significa che possa essere lecito far diventare merce la nascita di un bimbo, su questo si può deve discutere e riflettere come già oggi devono farlo i giudici ai quali è richiesto di decidere quando in questi anni si sono trovati davanti a questa difficile condizione, mettendo al primo posto i bambini, senza distinzione e senza pregiudizi.

In questo senso la legge che approveremo dovrà fare un passo in avanti, rispetto a ciò che c’è, rispetto a chi c’è già.



Categorie:Diario, Partito Democratico

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