Retrocessione in serie D della Torres, il ‘caso’ finisce in Senato La cittadina sarda si mobilita contro la decisione dei giudici sul calcio scommesse e si appella a Renzi.

Chi trucca i match sportivi così da trarre vantaggio dalle scommesse su di essi sia punito, ma con criterio e senza penalizzare intere cittadine e minorenni. Questa l’estrema sostanza dell’interrogazione presentata al presidente del consiglio dei ministri dai senatori del Pd Silvio Lai, Ignazio Angioni e Giuseppe Luigi Salvatore Cucca in riferimento al deferimento alla Procura federale, lo scorso 30 luglio, della società di calcio di Sassari Sef Torres 1903 (nella foto, la squadra nella stagione 2014-2015, quando militava ancora in Lega Pro), nell’ambito dell’inchiesta denominata ‘Dirty Soccer’ e al suo rinvio a giudizio per responsabilità diretta e oggettiva. “L’allora direttore sportivo Enzo Nucifora, l’allora tecnico Massimo Costantino e l’attuale presidente Domenico Capitani – ricordano i tre senatori – sono stati accusati, in particolare, di aver posto in essere atti diretti ad alterare lo svolgimento ed il risultato della gara Pisa-Torres di coppa Italia, giocata il 29 ottobre 2014 e terminata con il risultato di 4 a 0. Detta gara era stata inserita nel calendario a cavallo di due importanti impegni in trasferta: a Bassano il 26 ottobre 2014 e a Pavia il 2 novembre 2014. Per tali motivi, prima della gara contro il Bassano la squadra si era recata in ritiro ad Arona, da dove si sarebbe mossa per affrontare anche la gara infrasettimanale di coppa Italia in programma a Pisa il 29 ottobre 2014 e il successivo impegno a Pavia. Nella settimana precedente, era stato deciso e comunicato alla stampa e ai tifosi che la gara di coppa Italia non sarebbe stata giocata dalla prima squadra, considerati i difficili impegni a ridosso di quella gara, ma dalle seconde linee con numerosi elementi della formazione ‘Berretti’. La gara Pisa-Torres di coppa Italia è stata giocata il 29 ottobre 2014 e nonostante il grande impegno profuso dai ragazzi, tra cui 7 diciassettenni, termina 4-0 per il Pisa”.

IL DIBATTIMENTO – Durante il dibattimento svoltosi davanti al Tribunale federale il 13 agosto 2015 la Torres, per il tramite del suo avvocato, ha chiesto che venissero sentiti i giocatori in campo quel giorno, senza tuttavia che ciò avvenisse, in quanto, per la Procura, i giocatori erano all’oscuro della presunta ‘combine’. Il 20 agosto 2015 la sentenza di primo grado ha assolto la Torres dall’accusa di aver combinato la gara ed è stata confermata la sua presenza nel campionato di Lega Pro. Nelle motivazioni della sentenza di primo grado si legge: ‘Dal contenuto delle intercettazioni telefoniche e dalle dichiarazioni in atti emerge che, già all’indomani della gara casalinga con il Mantova, ed alla vigilia di due impegnative trasferte consecutive, con il Bassano capolista e con il Pavia, la Società aveva deciso di mandare in campo le seconde linee. “In altri termini – notano i senatori – a parere del Tribunale, a fronte della pregressa pubblica manifestazione di volontà di mandare in campo ‘la Berretti’, non risultano essere stati posti in essere atti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato della gara”.

Successivamente, la Procura federale ha presentato ricorso contro la sentenza di assoluzione, modificando il capo d’accusa. Per il procuratore, i giocatori in campo sapevano. Nel ricorso si legge testualmente: ‘è ovvio che una vittoria con un numero preciso di reti di scarto o anche con un minimo superiore a uno non può essere ottenuta con assoluta certezza solo in virtù del divario tecnico tra le squadre in campo ma è il frutto di una puntuale attività alterativa (…) come è possibile ipotizzare che il presidente di una società si accordi con terzi per organizzare una scommessa sull’esito di una gara che dovrà disputare la sua squadra senza intervenire fattivamente affinché il risultato auspicato sul quale ha scommesso dei soldi si realizzi.

LA RETROCESSIONE – Il 29 agosto la sentenza di secondo grado di appello ha ribaltato completamente quella di primo grado. La Torres è stata retrocessa in serie D, accogliendo così il nuovo impianto accusatorio che parla di coinvolgimento dei giocatori in campo. Il 31 agosto la società Torres ha presentato istanza al collegio di garanzia dello sport del Coni con la richiesta di sospensiva degli effetti delle sentenze della Corte federale d’appello, in attesa delle motivazioni non ancora depositate. Il 4 settembre il Coni ha ‘congelato’ il ricorso della Torres con richiesta di sospensiva dei campionati, in quanto questo è stato ritenuto improcedibile per l’assenza delle motivazioni della sentenza di secondo grado impedendo, di fatto, alla società Torres di potersi difendere.

LE RICHIESTE DEI SENATORI – I senatori evidenziano che “a seguito della sentenza i genitori dei ragazzi coinvolti e presenti alla gara Pisa-Torres hanno annunciato di perseguire vie legali, vedendo lesa la loro integrità” e ricordano che “il 3 settembre la città di Sassari è scesa in piazza per manifestare il proprio sdegno e per protestare contro una sentenza considerata eccessiva e ingiusta”. Inoltre, “a due giorni dall’inizio del campionato, il procedimento nei confronti della Torres non è stato ancora chiuso”, “mon sono ancora state depositate le motivazioni della sentenza. Non ci sono giocatori coinvolti. Non c’è un’intercettazione che faccia riferimento ad una combine. Nonostante questo, la squadra è stata retrocessa, e dalla Procura, sono stati accusati i calciatori in campo, alcuni minorenni; la società Torres conta oltre 300 ragazzi del settore giovanile, è la squadra più antica della regione, rappresenta il calcio professionistico nel nord Sardegna. Una realtà sportiva, dunque, che merita rispetto e che non può essere colpita e condannata così duramente solo sulla base di deduzioni”. Ad oggi, la Torres è stata costretta ad iscriversi ad un altro campionato (serie D), per rispettare la scadenza, ma non sa ancora con certezza a quale torneo dovrà partecipare. Gli interroganti ritengono “necessario e urgente un autorevole intervento nei confronti della Figc, per chiedere che venga stabilita la verità dei fatti in tempi rapidi”e chiedono a Renzi se è “a conoscenza della situazione che si è venuta a creare”, del fatto che “ad oggi, non siano state ancora rese note le motivazioni di tale sentenza e non sia stato ancora chiuso il procedimento a carico della società Torres” e se “non ritenga grave che una decisione di questo tipo penalizzi in modo inaccettabile non solo una società calcistica con grandi tradizioni, ma anche una città ed un intero territorio”. Infine, se “non ritenga altrettanto grave che la vicenda coinvolga alcuni calciatori non ancora maggiorenni che, senza essere stati sentiti dalla procura federale della Figc, e senza aver avuto dunque la possibilità di difendersi, si trovano ad esser stati accusati di aver partecipato ad una combine”.



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