L’imbarazzante vicenda dell’isola di #Budelli e le responsabilità dei vertici del parco

La vicenda dell’isola di Budelli é un caso imbarazzante e inquietante per la dimensione nazionale e internazionale della vicenda. Per questo motivo insieme a Massimo Caleo, capogruppo pd al senato in commissione ambiente e Luciano Uras con il quale avevo condiviso l’impegno in commissione bilancio per l’emendamento che finanziava l’acquisto dell’isola da parte dello stato per il tramite dell’Ente Parco, abbiamo scritto una lettera al ministro dell’ambiente Gianluca Galletti, per denunciare quanto avvenuto dopo la sentenza del consiglio di stato n.1854/2015 che ha annullato la prelazione per l’assenza del piano del Parco.
“Ci chiediamo cos’altro debba succedere al Parco della Maddalena perché il Ministro dell’Ambiente, o il Governo nel suo insieme, decida di intervenire per verificare se l’attuale gestione di un ente é all’altezza della situazione e se ci sono altre responsabilità istituzionali.”
“La vicenda di queste ore é una vera e propria figuraccia internazionale per lo Stato che con una legge decide di non lasciare un’isola simbolo ad un privato e ne finanzia l’acquisto, e l’acquisto viene impedito dalla mancata predisposizione degli atti necessari a sostenerlo, da parte dell’ente parco.”

“Noi siamo preoccupati della tutela dell’isola, con uno sguardo lontano non solo immediato. Ci sono critiche alla sentenza che vanno approfondite, siamo dell’idea di ricorrere alla Corte di Giustizia Europea e comunque occorre valutare ulteriori iniziative sul piano legislativo per assicurare la proprietà di Budelli allo Stato. Ma la vicenda non può rimanere senza responsabili, non è credibile che dopo 8 anni continuativi di gestione da parte dello stesso presidente, il Parco sia ancora privo del piano di tutela, qualunque sia il motivo.
Il Parlamento aveva espresso una precisa volontà nella legge di stabilità 2015 con il Senato che in prima lettura aveva approvato un’emendamento per l’acquisto di Budelli sottoscritto da numerosi colleghi. Il ministero doveva vigilare sull’applicazione di quella norma e sulle capacità dell’ente parco di procedere secondo la legge senza esporre le istituzioni ad una figuraccia inaccettabile.”
“Si tratta di una situazione che lascia sgomenti, pur confidando che la volontà del Parlamento possa essere rispettata. Presenteremo nelle prossime ore con diversi senatori una circostanziata e urgente interrogazione al ministro dell’ambiente ma sin d’ora chiediamo al Governo di verificare rapidamente le responsabilità”.



Categorie:Diario, In Sardegna

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