EOn: bene sospensione procedure di mobilità, ma regione e governo vigilino su impegni tedeschi in Sardegna

Bene la sospensione delle procedure di mobilità, ma regione e governo nazionale vigilino sugli altri impegni dei tedeschi in Sardegna perché ulteriore proroga non deve significare rinvio sine dei degli investimenti previsti da 5 anni.

La sospensione delle procedure di mobilità del personale di EON a Fiumesanto é un’ottima notizia, ed é importante che la società tedesca si sia resa conto che fosse inaccettabile una prospettiva di quel genere a fronte degli oltre 100 milioni di utile all’anno solo dal sito sassarese, sui quali la multinazionale, per gentile concessione della Giunta Cappellacci, non paga le tasse in Sardegna nonostante gli impegni presi nel 2008 con la Giunta di centrosinistra,.
É invece una notizia solo in parte buona la richiesta di proroga dell’autorizzazione alla proroga della costruzione del V gruppo che era già scaduta un anno fa e che significa che la speranza di vedere la centrale ammodernata resta ma é ancora rinviata nel tempo.
Se il Governo concederà la proroga alla scadenza prevista per settembre, EOn potrá procedere alla vendita dell’asset di Fiumesanto con un’autorizzazione vigente per i nuovi investitori.

La Regione ha fatto dunque bene a firmare l’accordo, confermando che esiste una nuova attenzione anche per i territori del centro nord dell’isola, tuttavia non deve abbassare la guardia nel rapporto con la multinazionale.
La proroga non deve significare un rinvio sine die degli investimenti già previsti da oltre 5 anni né una subalternità già vista negli scorsi 5 anni delle istituzioni regionali verso la multinazionale tedesca che in questi anni ha visto ben ripagati i suoi investimenti.
É importante che ci si assicuri che chi comprerà EOn Italia si impegni a costruire il V gruppo, senza il quale la centrale é condannata alla morte entro dieci anni garantendo che a tutti gli investitori da questa giunta sarà dedicata la stessa disponibilità e la stessa attenzione già dimostrata nelle scorse settimane.
É altrettanto importante che la Regione si assicuri che non ci siano ulteriori ritardi da parte della multinazionale tedesca sull’avvio della demolizione e allo smantellamento dei gruppi 1 e 2 chiusi a dicembre 2013 perché gravemente pericolosi per la salute e l’ambiente. A questo si uniscono i lavori di bonifica degli stessi gruppi, per un costo totale di oltre 20 milioni di euro, che devono essere avviati immediatamente utilizzando le imprese del territorio.
É altrettanto importante che EOn Italia sia richiamata dalla Regione ad onorare gli impegni presi nel 2008 (sede legale in Sardegna in cambio di campi fotovoltaici, già realizzati) e cancellati da Cappellacci dopo meno di 6 mesi.



Categorie:Economia

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