Debiti ppaa. Voto Parlamento buona pagina politica

Toccherà ora alla Camera dei deputati verificare il decreto del Governo che darà il via libera al pagamento di 40 miliardi di debiti verso le imprese da parte della pubblica amministrazione, ma con il voto di oggi il Parlamento ha fatto la sua parte dando il via libera con una risoluzione unitaria e un voto all’unanimità. Occorre valutare le importanti novità che sono emerse, escludendo che le risorse possano arrivare da un aumento delle addizionali Irpef. Sarebbe davvero incomprensibile un provvedimento anticiclico finanziato attraverso mezzi che comprimano ancora la domanda interna.
Gli sforzi fatti dall’Italia nell’ultimo anno portano il nostro Paese verso l’uscita dalla procedura europea di deficit eccessivo, tanto da consentire una vera e propria manovra aggiuntiva di 40 miliardi, tutta a favore dei pagamenti dei debiti delle pp.aa., che aumenta l’indebitamento di un valore equivalente allo 0,5% del Pil. C’è di più: l’uscita dalla procedura consentirà di ottenere una condizione speciale (una mini golden rule), da utilizzare per attenuare il patto di stabilità nazionale a vantaggio di investimenti produttivi. Questo significa la possibilità di detrarre dal patto investimenti pubblici finalizzati allo sviluppo del territorio e alla cura e manutenzione di risorse e beni pubblici a livello locale.”
“Il lavoro della commissione speciale del Senato ha consentito di liberare queste risorse dando indicazioni precise al Governo per la stesura del decreto.
Occorre semplificare le procedure sinora utilizzate per garantire tempestività, anche con un’anticipazione della prima tranche di flussi finanziari alle amministrazioni, senza attendere la registrazione di tutte le posizioni debitorie, introducendo automatismi, e garantendo una costante verifica dell’applicazione del provvedimento.
Sul versante delle pubbliche amministrazioni occorre che siano messi in evidenza i comportamenti virtuosi delle amministrazioni ed evitare una sanatoria di comportamenti negativi, come l’accumulo di debiti fuori bilancio o di contenziosi con i fornitori.
Sul fronte delle imprese occorre garantire il rispetto del pagamento secondo l’ordine cronologico, graduare il flusso dei pagamenti dando priorità, a coloro che non hanno ancora ceduto al sistema creditizio, tutelare le situazioni di crisi aziendale, rendere impignorabili le risorse resesi disponibili per le imprese e verificare la fattibilità su richiesta delle imprese, di schemi di compensazione con i debiti tributari, previdenziali e assistenziali.
Sul fronte dei rapporti con il sistema bancario, si raccomanda al Governo che si provveda a congegnare misure di accelerazione dei pagamenti garantendo che non venga intaccata e, al contrario, venga migliorata la capacità di affidamento delle imprese.
Occorre un governo complessivo molto trasparente, a cui devono corrispondere enti locali che siano sanzionati in caso di inerzia e, dove serve, anche pagamenti diretti che saltino i soggetti inadempienti senza che siano le imprese a pagare l’inefficienza della pubblica amministrazione.
Per il sistema Sardegna si tratta di una occasione importante. Occorre il sistema regionale della pubblica amministrazione, dai comuni, alle province e, soprattutto, alla Regione si trovi da subito in condizioni di interagire con rapidità e trasparenza e che le banche locali, che si sono già impegnate, su questo fronte, con convenzioni con gli enti locali collaborino come ad un interesse di sistema.
In più, nel decreto, una volta predisposto dal Governo può trovare lo spazio per la specifica condizione dell’isola che si trova con un patto di stabilità non aggiornato, per esclusiva responsabilità del quartetto Cappellacci La Spisa Berlusconi Tremonti, per un suo adeguamento, a condizione che non si gettino risorse economiche nella spesa corrente ma si predispongano atti di revisione della spesa pubblica regionale e si propongano investimenti produttivi.



Categorie:Diario, Economia

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